19/05/2009 - Todi: è morto il generale Zeno Tascio.. ve lo ricordate questo signore? come mai la Tv non ha detto niente???
Grazie alla impagabile Laura Picchi
http://www.iltamtam.it/Comprensorio/Todi/Todi--e-morto-il-generale-Zeno-Tascio.aspx
Todi: è morto il generale Zeno Tascio
L'alto ufficiale dell'Arma Aereonautica, molto noto in città, ha avuto legato il suo nome al disastro di Ustica
di: redazione 13/05/2009 - h 00,00
Si celebreranno oggi 13 maggio, alle ore 16, presso il Tempio di San Fortunato a Todi i funerali di Zeno Tascio, generale di squadra aerea, deceduto nella giornata di lunedì a Roma dove risiedeva abitualmente.
Originario di Todi, città alla quale era rimasto sempre legato, Tascio era molto conosciuto. Oltre che per la carriera militare in se, il suo nome è rimasto a lungo legato, assumendo una notorietà nazionale, alla strage di Ustica, avvenuta il 27 giugno 1980 con l'abbattimento del DC9 Itavia Bologna-Palermo, inabissatosi in mare con 81 passeggeri.
Tascio, all'epoca a capo del Sio, fu uno dei quattro generali dell'aereonautica, insieme a Lamberto Bartolucci, Franco Ferri e Corrado Melillo, accusati di presunti depistaggi e quindi di "alto tradimento". Il processo per individuare le responsabilità del disastro, le cui vicende sono state raccontate anche nel film "Il muro di gomma", si concluse poi nel 2004 con l'assoluzione dei quattro alti ufficiali, quando già Tascio era stato collocato in pensione.
Tascio lascia la moglie Elisabetta e i due figli Luca ed Emanuela, i quali hanno voluto ringraziare nell'annuncio funebre quanti furono vicini al loro congiunto nella sua vita. La scomparsa viene ricordata in città anche dai manifesti del sindaco e dell'Amministrazione comunale e da quelli del Lions Club e della sezione tuderte dell'Arma Aereonautica.
L'ex generale soffriva da tempo di una malattia al sangue contro la quale si sottoponeva periodicamente a regolari cure, ma la causa della morte sembra sia stata legata ad una polmonite non individuata in tempo e quindi inconsapevolmente trascurata.
La notizia della morte del generale Tascio l'hanno data solo i siti e i giornali nell'area di Todi, questa è la prima delle "stranezze".
La seconda "stranezza" è che ad uomo che fa regolari cure per una malattia al sangue, non sarebbe stata individuata in tempo una polmonite che l'avrebbe ucciso.
In generale i medici sanno benissimo che certi tipi di pazienti che sono sottoposti a cure frequenti (ad esempio per una malattia al sangue) sono soggetti a polmonite più o meno grave. Sanno anche che la polmonite non va sottovalutata, sanno che per gli episodi meno gravi di polmonite sottovalutata o non diagnosticata ci sono 7 casi su 100 di morte, per quelli più gravi 17 su 100( vedi http://www.dica33.it/argomenti/malattie_respiratorie/polmoni/polmoni15.asp).
Il generale Tascio è morto al Celio (http://www.stragi80.it/rassegna/cronologia/2008.htm- 15 maggio 2009 fonte ansa).
Questo Ospedale militare secondo quest'articolo(http://www.esercito.difesa.it/root/news/PI_com_0726.asp) è nelle 100 eccellenze italiane e quindi e' del tutto escluso che al Celio non sappiano diagnosticare una polmonite in tempo:
IL POLICLINICO MILITARE DEL CELIO NELLE 100 ECCELLENZE ITALIANE
Roma, 26 giugno 2007. Il policlinico militare Celio è stato incluso nei 100 casi di eccellenza selezionati tra le realtà imprenditoriali e istituzionali italiane. E' quanto è emerso dalla presentazione del 2/o rapporto nazionale sull'Eccellenza in Italia, realizzato dall'Istituto di Studi Politici Economici e Sociali Eurispes, presentata stamane presso la sala conferenze della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, viale Castro Pretorio, 105.
Presenti, in rappresentanza dell'Esercito Italiano, il brigadier generale Francesco Tontoli, direttore del nosocomio, ed il tenente generale Federico Marmo, capo del dipartimento di sanità del comando logistico dell'Esercito.
Il Celio è una tra le più qualificate strutture sanitarie delle Forze Armate italiane e svolge le attività di prevenzione, diagnosi, cura e sgombero sanitario per il personale impiegato nei teatri operativi. Svolge inoltre le stesse attività in regime di day hospital e day surgery a favore del personale militare e civile della difesa, in servizio ed in quiescenza e per le categorie di persone previste dal decreto interministeriale difesa-salute n. 271 del 31 ottobre 2000.
Il policlinico militare è articolato su vari dipartimenti: emergenza e accettazione, area medica, patologia cardio-respiratoria, anestesia e rianimazione, area chirurgica, scienze nefro-urologiche, patologia osteoarticolare, neurosensoriale, scienze ginecologiche, scienze neurologiche e psichiatriche, odontostomatologico, immunoematologia, area diagnostica ed il reparto di lungodegenza, situato ad Anzio.
Presso il Celio sono attualmente disponibili circa 200 posti letto, che al termine di alcuni lavori di ristrutturazione arriveranno a circa 400.
Nel corso del 2006 sono state erogate oltre 120mila prestazioni ambulatoriali ed eseguiti oltre un milione di esami di laboratorio. Il totale dei ricoveri è risultato pari a 8.500 ricoveri ordinari, 561 ricoveri in day hospital e 397 in day surgery.
Oltre alle attività mediche, uno dei compiti più importanti del Celio è quello di assicurare l'addestramento dei team specialistici medico-chirurgici e infermieristici da impiegare negli ospedali da campo schierati nei teatri operativi al di fuori del territorio nazionale. Alcuni corsi vengono tenuti in collaborazione con università Tor Vergata di Roma.
E allora perchè questo eventuale grossolano errore di malasanità militare?
Abbiamo visto che da quell'ospedale militare, eccellenza italiana, l'Anello fece scappare Kappler. Abbio sentito il pregiudicato Contrada preferire il Celio al ricovero in ospedali civili.
Ancora una volta vogliamo vederci chiaro anche sulla morte del generale Tascio.
Ancora una volta chiediamo che politica, magistratura e vertici Ami dicano la verità tutta intera sulla strage del Serra, sulla Strage di Ustica, sugli omicidi di Sandro Marcucci e Silvio Lorenzini.
Se persone defunte avessero delle responsabilità nei suddetti fatti criminali sappiamo bene che le estinguerebbe la morte, ma ciò non ci farà stancare nel chiedere che si dica la verità tutta intera su di essi alle autorità competenti. Le vittime di quei fatti criminali e le loro famiglie hanno il diritto alla verità e alla giustizia, un diritto che mai si prescrive! Laura Picchi