Beppe Giulietti (....)Infine, ricordo a tutti noi, signor Presidente, che il 27 giugno del 1980 esplodeva un aereo ad Ustica, con i decine di morti.
Oggi Daria Bonfietti, presidente dell'associazione dei familiari delle vittime di Ustica, ha chiesto a noi e alle istituzioni di non dimenticare, di continuare a ricercare verità e giustizia, di chiedere che sia pubblico ciò che è oscuro, che siano desecretati numerosi atti.
Presidente, sino a quando, e non solo su questa vicenda, prevarranno il buio e il segreto, l'ordinamento democratico correrà sempre il rischio di non essere in sicurezza (Applausi di deputati dei gruppi Misto e Partito Democratico).
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http://www.avantionline.it/2012/06/ustica-la-corte-dappello-del-tribunale-di-palermo-anticipa-il-processo-al-2014/#.T-tUj_XKiSp prossima udienza processo di Ustica civile appello palermo anticipata dal 2015 al 2014. Ma se c'è posto nel 2014 magari c'è posto anche nel 2012 e perchè allora fissarla nel 2015?
Laura Picchi
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Ustica: Orlando, “scandalizza la posizione dei paesi europei” http://ff.im/-ZxQyt
Ustica: l’istanza dei parenti alla Procura di Roma http://ff.im/-ZxQy3
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http://www.sassuolo2000.it/2012/06/27/ustica-richetti-da-governo-italiano-e-stati-europei-battaglia-comune-per-la-verita/?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter
La richiesta forte al governo italiano e alle istituzioni europee è quella che la ricerca della verità sulla tragedia di Ustica sia, nei fatti, una battaglia condivisa”. Il presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Matteo Richetti, ha partecipato in Comune a Bologna, nella sala consiliare di Palazzo d’Accursio, alla commemorazione delle 81 vittime della strage di Ustica, di cui oggi ricorre il 32^ anniversario, tenuta dalla presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime, Daria Bonfietti, dal sindaco di Bologna, Virginio Merola, e da quello di Palermo, Leoluca Orlando. Bologna e Palermo, le due città simbolo di quanto successo, quelle che il Dc9 avrebbe dovuto collegare il 27 giugno 1980, quando invece venne abbattuto in volo. “Tutte le istituzioni locali – prosegue Richetti- sono con l’Associazione dei familiari delle vittime, non solo per sostenere le iniziative sulla memoria ma anche per preservare e tutelare il patrimonio documentale, archivistico e giudiziario sull’insieme degli atti accessibili legati alla vicenda. Ma tutto questo non basta se il governo italiano e gli Stati europei interessati dalle rogatorie internazionali non svolgono un’azione comune, affinché ci sia quella collaborazione che porti finalmente alla verità sulla strage di Ustica e alla individuazione chiara delle responsabilità”.
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| Ustica. "Ci uniamo all'appello di Napolitano: individuare i responsabili" | ![]() |
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| Scritto da Redazione | |
| mercoledì 27 giugno 2012 | |
"Sappiamo cosa successe" il 27 giugno 1980: "il DC-9 Itavia, in volo da Bologna a Palermo, venne abbattuto nel corso di una vera e propria azione di guerra. Non sappiamo però chi e perché volava nei nostri cieli". Così il segretario del PD bolognese Donini nel 32° anniversario della strage in cui persero la vita ottantuno persone: "una ferita aperta nella nostra comunità e nella nazione intera, che ancora oggi invocano verità e giustizia"La dichiarazione di Raffaele Donini, segretario del Partito Democratico di Bologna: "Ricordiamo oggi, a 32 anni di distanza, la strage di Ustica: uno dei momenti più dolorosi della nostra storia recente. È un dolore che si ripropone ogni anno, non solo per il ricordo commosso nei confronti delle 81 vittime innocenti ma anche per la ferita aperta nella nostra comunità e nella nazione intera, che ancora oggi invocano a gran voce verità e giustizia. Sappiamo cosa successe quella notte: il DC-9 Itavia, in volo da Bologna a Palermo, venne abbattuto nel corso di una vera e propria azione di guerra. Non sappiamo però chi e perché volava nei nostri cieli. Nell'esprimere tutta la nostra vicinanza e solidarietà all'Associazione dei parenti delle vittime, ci uniamo quindi all'appello del Presidente Napolitano, affinché si faccia ogni sforzo per individuare le responsabilità di quel tragico evento" |
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"Il governo italiano deve incalzare la nuova Libia perché finalmente apra i suoi archivi sulla vicenda di Ustica". A chiederlo è il senatore del Pdl, Carlo Giovanardi, che ha osservato:
"Come ho più volte avuto modo di riferire in Parlamento a nome del governo Berlusconi la Libia di Gheddafi, diversamente da Stati Uniti e Francia che hanno risposto decine di volte alle rogatorie della nostra Magistratura e messaggi personali dei presidenti Bill Clinton e Jacques Chirac al presidente Giuliano Amato per negare ogni loro coinvolgimento, ha totalmente ignorato le nostre richieste magistratura mentre fu costretta dall’Onu ad ammettere la sua responsabilità e a risarcire i famigliari delle vittime dell’esplosione del Boing 747 della Compagnia Pan Am a Lockerbie e di un Dc9 della compagnia francese Uta in Niger, ambedue abbattuti dall’esplosione di una bomba collocata all’interno del velivolo. E’ inquietante che l’ambasciatore libico in Italia, Abdul Hafed Gaddur, sia stato destituito la settimana successiva all’impegno assunto pubblicamente il 19 gennaio, durante la presentazione del libro di Vincenzo Ruggero Manca, ex vice presidente della Commissione stragi, sui rapporti Italia Libia, di garantire leale collaborazione con l’Italia per fare piena luce su quanto accaduto la sera di 32 anni fa. Su queste circostanze ho presentato il 15 maggio una interrogazione al Presidente del Consiglio sulla quale purtroppo sino ad ora non ho ricevuto nessuna risposta".
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Ustica: Calipari (Pd), ricostruire responsabilita' oltre ragion di Stato - Agenzia di Stampa Asca http://bit.ly/M3V4pj #stragediustica
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secondo comunicato di Leoluca Orlando-nessun commento. laura picchi:
http://bologna.repubblica.it/dettaglio-news/13:23/4188008
vedi anche agenzia parlamentare:
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http://www.asca.it/news-Ustica__Di_Pietro__si_faccia_giustizia_su_mistero_irrisolto-1170464-POL.html
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giu 27
Scritto da:
27/06/2012 07:15 RSS
Nel ricordo di tutte le Vittime della strage di Ustica
Ass. Antimafie "Rita Atria"
Riportiamo la prefazione di un libro che ad oggi rimane affidato ad un pdf. Ad oggi si è preferito non andare fino in fondo a quanto denunciato da chi dopo anni e anni sta lottando per dimostrare di essere stato radiato dall'A.M. con una firma del Presidente Pertini definita falsa da un perito calligrafico [processo ancora in corso e quindi ometteremo di rendere pubblica la documentazione].
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32o anniversario della strage di Ustica
caro Sandro sono tre anni che mi accompagni come Virgilio con Dante
nella conoscenza dell'inferno di questi 32 anni dalla Strage di Ustica
Non ricordo, bugie, silenzi, bluff di stato,
vero dolore, vite distrutte, vite sospese
croci coperte dall'oblio.
Noi che vogliamo sapere,
noi che non ci vogliamo arrendere,
noi che siamo in cerca della verità per la giustizia,
noi che cerchiamo di far saltare i muri di gomma
tra indifferenza, giochi di potere, sfiducia che qualcosa cambi
e resistenze quotidiane con fardelli pesanti
da trasportare sui sentieri irti delle storie,
delle vite, del tempo che scorre inesorabile
con le sue stagioni,
tra il passato e il presente verso il futuro.
caro Sandro pare di sentire la tua voce
che dice date voce al silenzio degli innocenti
per me e tutti gli altri che hanno silenziato.
E' una promessa Sandro che cercheremo di
onorare tutti i giorni fino alla fine
e quando vedi che le nostre ali
sono stanche vienici in aiuto
e continuiamo a volare alto
senza catene, GRAZIE SANDRO!
LAURA PICCHI
Nota Sandro è Sandro Marcucci ucciso con Silvio Lorenzini il 2 febbraio 1992 per quanto sapeva sulla Strage di Ustica.
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giu 26
Scritto da:
26/06/2012 20:26 RSS
Partiamo dalla dedica del libro...
A tutte le vittime della tragedia di Ustica, alle vittime dell’Accademia Navale di Livorno; al colonnello Sandro Marcucci, a Silvio Lorenzini, al maresciallo Dettori; ad Ivo Nutarelli, a Mario Naldini e Giorgio Alessio, delle Frecce tricolore.
A Mario Ciancarella, con la speranza di un domani migliore, illuminato dalla luce della chiarezza, perché non si rechi ancora oltraggio a coloro che hanno già subito l’estrema offesa: la perdita della vita.

Dalla Presentazione
Qui, la vita non ha più valore e ciò che è sentimento soccombe, schiacciato dalla volontà di coniugare un potere assoluto, che è esercitato al di sopra di ogni legge umana e divina.
Il senso stesso della vita s’identifica con la conquista di una supremazia, fatta di presunzione e privilegi, che costituiscono i pilastri di una filosofia del potere forte, con lunghe radici, che si diramano nelle principali istituzioni del nostro paese.
La prima impressione è una sorta di sgomento, che scaturisce dall’impotenza dell’uomo comune a governare eventi ed azioni, che non è possibile controllare e da cui non ci si può difendere, in alcun modo. Di poi, emerge una spaventosa empietà, una scarsa considerazione per la vita umana, per cui poco importa se un centinaio d’innocenti muoiono, sia pure per un banale errore, l’importante che il mondo non sappia e che la torre del potere rimanga ben salda.
Ciò che segue, lo si può definire unicamente allucinante: la morte come sigillo ed il delitto come risoluzione.
Le immagini si succedono nitide, in uno stile rapido e semplice, che accentua la drammaticità degli eventi, senza abbandonarsi a virtuosismi demagogici.
Le conclusioni anelano ad un disperato ritorno alla giustizia sociale ed alla legalità, in un contesto dove domina una immensa piētas per le povere vittime, ricordate soltanto dalle lacrime amare dei parenti sopravvissuti, in un mondo dove la storia medesima copre i loro nomi, con il velo del silenzio.
Flaviano Calenda
PREMESSA
I fatti raccontati in questo scritto sono narrati esattamente come si sono svolti. Essi sono già di pubblico dominio, comprovati da documenti, che figurano in internet ed in reportage di tv nazionali, da filmati e testimonianze di tantissime persone, che sono a conoscenza di metodologie e dinamiche, sia per esperienza diretta, che per contatti o parentele con persone direttamente coinvolte. Abbiamo cercato di non fare nomi, anche perché sono ancora in atto annosi procedimenti, fortemente avviluppati in trame complicate da una burocrazia farraginosa.
La riabilitazione di persone implicate e la frantumazione di una sorta di delegittimazione, operata da chiosche mafiose politico – militari, è la vera motiva-zione di questo lavoro, che vuole indicare, coram populo, come alcuni personaggi dimenticati, o sminuiti con l’aiuto di media asservita, in realtà sono degli autentici eroi, che si sono battuti per la chiarezza e la verità, nonché per valori che non vengono insegnati più nemmeno nelle scuole: il rispetto per il sacrificio, l’amore per la patria, l’onestà e la difesa della dignità della persona umana.
Si tratta di valorosi che hanno perso tutto, macinando la propria vita, gli affetti e la propria posizione sociale. Si è cercato di guardare con garbo tra gli eventi, per non morire soffocati dal fetore della vasta corruzione, che traspare un po’ ovunque, ed è responsabile di come oggi è l’Italia, una bella terra in cui la gente è satura di disagio socio-economico.
L’autore
altri articoli: http://www.articolo21.org/2012/06/strage-di-ustica-non-e-troppo-tardi-per-chiedere-la-verita/
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"Domanda:Negli otto anni che dividono Ustica da Ramstein, suo fratello non hai mai accennato ai fatti di quella sera?
Risposta:No, mio fratello era un professionista, non ne avrebbe mai parlato soprattutto avendo un segreto professionale da mantenere." Pare il fratello di Ivo Nutarelli confermare che i vertici dell'Aeronautica militare italiana con il consenso del livello politico l'abbiano secretata la "missione" di Nutarelli e Naldini la sera di Ustica. E perchè si doveva secretare una semplice esercitazione nel Nord italia la sera di Ustica secondo la verità ufficiale? E dove sono finiti i libretti personali di volo di Nutarelli e Naldini? laura picchi ass. Rita Atria
http://www.malitalia.it/2012/06/10923/
Ustica.L’orizzonte degli eventi/4
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Al Copasir un altro quesito su eventuali notizie in possesso dei Servizi
L’avvocato Daniele Osnato, legale di un folto gruppo di familiari delle vittime della strage di Ustica, ha inviato nei giorni scorsi una lettera al Presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, Massimo D’Alema, nella quale lo esorta ad avviare un’azione di controllo “circa eventuali atti, documenti ed emergenze probatorie che siano in possesso del Dis e che, nonostante esplicita richiesta, siano stati omessi e non comunicati”. La missiva dell’avvocato Osnato prende spunto da quanto ha dichiarato il 18 giugno scorso, nel corso della trasmissione televisiva Brontolo in onda su Rai3, il presidente onorario presso la Corte di Cassazione, Ferdinando Imposimato. Secondo quanto riferisce il legale, il giudice Imposimato avrebbe, infatti, accennato che quando lui stesso era componente del Copaco (oggi Copasir) ebbe modo di visionare alcuni documenti rilevanti sul disastro dell’Itavia, e che in tali atti (testuale) “c’era stata la partecipazione di un aereo all’abbattimento dell’aereo di Ustica”. «Già in data precedente a questa mia – riferisce Osnato nella lettera inviata al presidente del Copasir -, e precisamente nell’agosto del 2006, il sottoscritto aveva richiesto al Presidente del Consiglio dei Ministri pro-tempore di essere notiziato di tutte le informazioni, di tutti i documenti, di tutti gli atti, delle attività, delle cose e dei luoghi già coperti da Segreto di Stato in relazione alla strage di Ustica. In data 30 maggio 2008 – prosegue il legale dei familiari delle vittime – il Direttore generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza, Gen. Giuseppe Cucchi, sentito il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, rispondeva, poi, che non risultava che il vincolo del segreto di Stato fosse mai stato “apposto su atti o documenti inerenti il caso Ustica”».
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Comune Palermo, strage Ustica: Orlando: “Dopo 32 anni ancora troppe ombre e poche luci ”
Il sindaco di Palermo domani sarà a Bologna per partecipare alla
cerimonia di commemorazione delle vittime della strage di Ustica che si svolgerà nella sala del Consiglio di Palazzo d'Accursio. “A 32
anni di distanza da una delle più buie pagine della storia
repubblicana ci sono ancora troppe ombre e poche luci – ha spiegato il sindaco, Leoluca Orlando - ci auguriamo che si arrivi al più presto alla piena verità perché ci sono stati troppi depistaggi e troppe offese nei confronti dei parenti delle vittime e verso tutti coloro che hanno sete di giustizia”. “E’ un dovere morale e istituzionale per il primo cittadino di Palermo essere domani a Bologna”, ha concluso.
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