Carissimi amici, 
Scrivo a voi sperando non vi siate stufati di farmi da   megafono. 
Vorrei roingraziare profondamente uno per uno quanti hanno   
dichiarato in questi giorni la loro vicinanza e solidarieta' per questa   
ulteriore battaglia e dire a tutti che ho sentito la vostra forza   
quando ero in attesa di un giudizio che sembrava gia' scritto, e mentre   
il Generale Tascio ed il suo legale mi siaggiravano intorno  
 confabulando (ma in modo che sentissi chiaramente) quiantificando le   
cifre che mi avrebbero chiesto per "danni". HANNO PERSO MISERAMENTE!!    
Ora bisogna riflettere, metabolizzare ed organizzare il rilancio della   
lotta per la verita' e la giustizia, a partire dalla vicenda di Sandro   
Marcucci, per la quale entro l'estate (stavolta non e' una promessa ma   
un impegno solenne) mettero' in rete il capitolo che lo ricorda e che   
ne analizza la morte. Sarete costretti, purtroppo, a confrontarvi in  
 diretta con le foto raccapriccianti del suo cadavere, ma da li'   
bisognera' trarre la forza e la determinazione per affrontare tutti i   
Tascio che si annidano fra noi, nella nostra civile convivenza e nei  
 palazzi di apparati e della Politica.    
Mi impegno tra qui e Martedi'   
mattina a mettere in rete un dettagliato resoconto del processo, la   
analisi e le prospettive delle sue conclusioni, e le necessita'   
politiche che a questo punto si impongono, con proposte articolate per   
le funzioni della Politica, al fine di verificare quanti dei nostri  
 rappresentanti vorrannno riprenderle e farle proprie. Genova, la   
vicenda Aldovrandi ed anche questo processo ci insegnano che si possono  
 ottenere vittorie anche facendo "cose di sinistra" ed animate dallo   
spirito e dai valori della sinistra che sono il fondamentale rispetto   
della persona Umana come soggetto di Diritti inalienabili. E si puo'   
vincerle, le battaglie  di sinistra se solo si abbia voglia di   
combatterle (come diceva il buon Che Guevara troppo spesso celebrato  
 con le labbra e tradito con le azioni e nel cuore), e cioe' di correre   
il rischio di venire sconfitti. Sconfitti si puo' esserlo, vinti mai,   
se dentro ci portiamo ivalori forti di quella radice fondamentale che  
 e' stata la nostra Resistenza. Antifascismo e' anche questa   
determinazione di combattere, costi quello che costi, le battagle che   
la vita propone a ciscuno di noi.    
Grazie ancora ragazzi e ragazze   (quale che sia l'eta' di ciascuno, l'importante e' essere giovani e   
ragazzi dentro) e buona strada a tutti.    
Mario