Prefazione
Anche questa tesi, come qualsiasi lavoro di ricerca e in specie se di ricerca storica, non sfugge alla caratteristica tipica di possibile ambiguita’ e certamente di non esaustivita’ delle conclusioni per simili percorsi di studio e per materie cosi’controverse quale puo’ essere una ricerca sulla possibile “sovranita’ limitata” di un Paese come il nostro..
Ogni lavoro di “tesi”, come dice la parola stessa (come del resto e’ da sempre nella ricerca scientifica, che si incardina nella piena liberta’ della ricerca scientifica; ma nel suo vincolo di dover dimostrare i propri assunti o quantomeno di poterne sostenere la non infondatezza evidente), nasce certamente da un convincimento preventivo (ma non presuntivo, ne’ pregiudiziale) dello studente, il quale vuole appunto indagare per cercare atti e verifiche a conferma o smentita di sensazioni, convincimenti, cause e circostanze sui quali si sia imbattuto per ventura o per scelta nella sua esperienza personale o di studi universitari.
La vicenda di Piazza Fontana, mai compiutamente risolta nelle altalenanti conclusioni e nelle contrastanti sentenze delle infinite Corti Giudiziarie che l’hanno valutata, si offriva certamente al rischio pasoliniano di pretendere di poter affermare di sapere “solo per intima convinzione personale”, ma non avendo riscontri documentali a sostegno di tale convincimento.
Si è lavorato cercando di evitare questo rischio e cercando di studiare con la dovuta pazienza e rigore ogni documento che ci fosse consentito consultare. La ampia bibliografia di cui il testo si dota, ed i puntuali riferimenti alle specifiche carte processuali consultate e studiate, spero diano testimonianza quantomeno di questa correttezza di metodologia di lavoro. La bibliografia infatti non e’ mero elenco di testi individuati, ma puntuale riferimento dei testi direttamente consultati e attentamente studiati per svolgere la propria ricerca.
Il lavoro di tesi ha avuto non pochi ostacoli, soprattutto nell’accesso alla documentazione processuale, inibita per circa due anni dal Procuratore Generale dottor Blandini, ma si è ritenuto di dover piuttosto assecondare i tempi biblici che questo comportava per la redazione della tesi che non di accontentarsi di uno studio parziale degli atti processuali che avrebbe reso molto piu’ censurabile e poco attendibile il lavoro finale.
Ci si augura di essere riusciti a rappresentare il proprio studio dimostrando, e di poter dunque sostenere serenamente, di non aver assecondato o mostrato alcuna evidenza di testarda negazione di eventuali riscontri contrari allo scenario di “sovranita’ limitata”- del quale si era gia’ in precedenza intimamente convinti; ma che ci si e’ dispiegato davanti in tutta la sua documentata conferma -, i quali ne negassero o smentissero l’iniziale orientamento.
La onesta’ intellettuale di ogni studente esige infatti che egli o ella sia libero da quel pregiudizio “inattaccabile ed indiscutibile” costituito da fedi e pregiudizi divenuti ideologie, capaci di distorcere o escludere qualsiasi riscontro contrario o “insoddisfacente ideologicamente” che lo studente possa aver incontrato nel suo percorso di ricerca e verifica.
Se si agisce con tale onesta’ (e si è convinti di averlo fatto, quantomeno con la piu’ totale buonafede) e’ possibile che si pervenga anche a conclusioni che possono poi collidere con il generale e consolidato sentire. Ma cio’ non e’ pregiudizievole al lavoro di ricerca, se esso e’ in grado di giustificare e documentare le convinzioni cui la documentazione abbia condotto lo studente.
E’ quanto potrebbe essere accaduto a questo lavoro di tesi di laurea, per il quale si e’ pervenuti ad interpretazioni dei risultati della ricerca che non collimano con quelle dello stesso relatore (maturate certamente con ben altra dote di ricerche e di studio storiografico), il quale ha deciso cio’ nonostante di non ritirare la propria firma alla tesi.
Di questo va ringraziato il Prof. Pezzino, che ha seguito con grande attenzione ogni fase della ricerca, sostenendo con proprie lettere le varie richieste di accesso agli atti processuali e non ha mai ostacolato l’orientamento della candidata, pur stimolandola ad una attenta e documentata giustificazione delle proprie conclusioni. Ultima, in questo senso, e’ stata la richiesta di conoscenza documentale degli atti del processo cui la candidata riferiva per motivare le sue conclusioni. Richiesta che la candidata ha cercato di esaudire nel miglior modo e nella completezza maggiore possibili.
Non e’ certamente piacevole anzi e’ amaro, per chi sia stato educato ad un profondo legame con i principi animatori della nostra Democrazia ed ispiratori della nostra Costituzione, dover verificare che la pratica della ordinaria e legittima diplomazia internazionale, finalizzata alla salvaguardia degli interessi legittimi di ogni governo e regime, abbia potuto assumere progressivamente – nella cultura statunitense – la logica del dominio e della egemonia (a partire dalla mai rinnegata Dottrina Monroe), ed abbia potuto esercitarsi nei confronti del nostro Paese (sempre piu’ considerato come Provincia di confine dell’Impero, piuttosto che come Paese Sovrano per quanto Alleato) con condizionamenti progressivi e sempre piu’ devastanti della originaria sovranita’ del nostro Popolo e delle sue Istituzioni rappresentative.
Non appaiono sufficienti alla candidata le ragioni di politica internazionale, dei blocchi contrapposti e della cosiddetta “guerra fredda” a giustificare i modi e le circostanze in cui si e’ esercitato questo preteso diritto di controllo e di condizionamento delle nostre azioni politiche e di diplomazia “alternativa” agli eventuali interessi statunitensi, ritenuti sempre e comunque prevalenti e dunque tali da giustificare qualsivoglia modalita’ di condizionamento, fino alla organizzazione occulta di fenomeni di terrorismo. Certo meno indagati nel nostro Paese, o almeno indagati con ben minore determinazione. di quanto non lo siano state ad esempio l’influenza e la partecipazione “diretta” del Governo Statunitense e dei suoi apparati al rovesciamento del regime socialista di Salvador Allende in Cile.
Certamente il lavoro di tesi, svolto sulla sola circoscritta documentazione relativa alla strage di Piazza Fontana, mostra dei limiti reali e concreti di inoppugnabilita’, e la candidata, per quanto le e’ stato possibile e senza forzare gli orizzonti della ricerca che si era data (appunto la strage di Piazza Fontana), ha ampliato la ricerca soprattutto con una piu’ ampia documentazione bibliografica sull’argomento.
Su questo lavoro dunque molte potranno essere le riserve ed anche le censure. La candidata si augura solamente che le venga riconosciuto perlomeno di essere stata guidata dalla passione civile che essa ritiene irrinunciabile, pur in occasione di studi di ricerca scientifica (senza la quale passione tutto diverrebbe giustificabile,in nome di una presunta asetticita’ scientifica di qualsivoglia ricerca, anche le ricerche “mediche” ignobili di personaggi come Mengele), e che quantomeno possa esserle riconosciuta una sincera onesta’ intellettuale.
Voglio ringraziare oltre al Professor Pezzino il dottor Meroni, il dottor Salvini e lo storico Giannuli che mi hanno aiutato ad accedere al Fascicolo del Dibattimento e del Pm, facendomi superare i grossi ostacoli burocratici che di volta in volta si sono presentati nel corso del lavoro.
Voglio ringraziare i Parenti di una vittima della Strage di piazza Fontana che quando ho avuto bisogno mi hanno aperto le porte della loro casa, ospitandomi durante la mia permanenza a Milano.
A Mario Ciancarella, a Sandro Marcucci, a tutto il Movimento Democratico dei Militari, alle loro famiglie,alle vittime e ai familiari delle stragi terroristiche e mafiose, alle vittime e alle famiglie di omicidi di mafia e politici, per quello che ciascuno di loro mi ha insegnato e che è alla base di questo mio lavoro, alla mia famiglia che dopo un lungo e tortuoso cammino mi ha capita completamente e mi sostiene con tutto il loro affetto, fiducia e stima, oltre che economicamente è dedicata la mia tesi.
Dedico questo mio lavoro di tesi anche tutti quegli amici sparsi per l'Italia che condividono con me l’impegno nella ricerca della Verità e della Giustizia per tutte le vittime, il lavoro per la realizzazione del sogno-progetto politico di vivere in una matura democrazia dove sia rispettata la Costituzione e tutelati i diritti fondamentali di tutti, stranieri e italiani.
Voglio ringraziare Salah e la sua famiglia, i quali anche se hanno vissuto momenti terribili di violazione dei loro diritti fondamentali, non mi hanno mai fatto mancare il loro affetto e il loro appoggio durante tutto il periodo di studio e di ricerca per questo lavoro di tesi.
Su suggerimento del relatore inserisco qui l'indicazione particolareggiata delle fonti cui ho potuto accedere ed alle quali riferisco nel testo.
Questo indice e' poi riportato integralmente nella sezione "bibliografia" finale, come indice integrativo della produzione editoriale ordinaria che si è esaminata in questo lavoro di tesi.
Indice delle fonti documentali acquisite ed alle quali si riferisce nel testo
Atti Parlamentari
-Atti della Commissione Parlamentare sui fatti del giugno-luglio 1964 libro terzo capitolo secondo
- Trascrizione Seduta Camera dei Deputati 29 aprile 1969
-Atti Commissione Stragi
05/07/00 |
73a |
audizione |
Eversione e terrorismo |
|
11/04/97 |
13a |
audizione |
Stragi e depistaggi |
|
17/04/97 |
14a |
seguito audizione |
Stragi e depistaggi |
|
08/05/97 |
17a |
seguito audizione |
Stragi e depistaggi |
|
04/06/97 |
21a |
audizione |
Stragi e depistaggi |
|
06/11/97 |
27a |
audizione |
Stragi e depistaggi |
|
16/01/97 |
6a |
audizione |
Stragi e depistaggi |
|
25/06/97 |
23a |
audizione |
Stragi e depistaggi |
|
16/07/97 |
25a |
audizione |
Stragi e depistaggi |
|
22/07/97 |
26a |
seguito audizione |
Stragi e depistaggi |
|
18/04/97 |
15a |
audizione |
Stragi e depistaggi |
|
15/05/97 |
18a |
seguito audizione |
Stragi e depistaggi |
|
29/04/97 |
16a |
audizione |
Stragi e depistaggi |
|
27/02/97 |
10a |
audizione |
Stragi e depistaggi |
|
03/03/97 |
------- |
audizione |
|
|
16/01/97 |
6a |
audizione |
Stragi e depistaggi |
|
12/02/97 |
9a |
audizione |
Stragi e depistaggi |
|
20/03/97 |
12a |
seguito audizione |
Stragi e depistaggi |
|
01/07/97 |
24a |
audizione |
Stragi e depistaggi |
Atti Processuali c/o l’ Archivio Generale della Procura della Repubblica di Milano
Sentenze
Atti processuali allegati al Proc. N. 6071/1995 R.G.N.R e n° 40 e 41/1999 R.G. contro gli allora imputati Maggi, Zorzi e Rognoni c/o l’archivio Generale della Procura della Repubblica di Milano:
B) Fascicolo del Pm:
Faldoni 1-28
Faldone 29
Faldone 99
-Lettera di Vito Miceli capo Sios Esercito al ministro della Difesa Luigi Gui datata 24 dicembre 1969 con allegata la lettera del Tenente Colonnello degli Alpini in congedo Artusio all’onorevole ministro degli Esteri S.E. Aldo Moro
Faldone 100
-Rapporti Sid pagg.1-30
C) Atti confluiti nel Fascicolo del pm dalla Procura della Repubblica di Catanzaro
Faldoni 101-106
- Documenti Aginter press(16 pagine) allegati alla deposizione del teste signor Orzacchetti a Catanzaro al processo contro l’allora imputato Guido Giannettini nel 1977