l' ex ufficiale Sandro Marcucci era avversario del generale Zeno Tascio come leader del movimento ufficiale dove comandava il generale inquisito per Ustica

giallo sul pilota del Piper

il velivolo si e' schiantato domenica scorsa, i magistrati escludono il sabotaggio. ma i parenti della vittima vogliono costituirsi parte civile: non credono all' errore. gravemente ustionato l' avvistatore Silvio Lorenzini

------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ L' ex ufficiale Marcucci era avversario del generale Tascio, inquisito per Ustica TITOLO: Giallo sul pilota del Piper Il velivolo si e' schiantato domenica scorsa, i magistrati escludono il sabotaggio Ma i parenti della vittima vogliono costituirsi parte civile: non credono all' errore - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - CARRARA . Sospetti sull' incidente del Piper. Il velivolo antincendio si e' schiantato, domenica 2 febbraio, sulle alture Apuane e nel rogo il pilota Sandro Marcucci e' morto, l' avvistatore Silvio Lorenzini e' rimasto gravemente ustionato. La magistratura ha finora avanzato due ipotesi, l' avaria del motore o l' errore del pilota, scartando la possibilita' di un sabotaggio o di un attentato. Ma dalla carcassa bruciacchiata del velivolo, alcuni elementi inducono la famiglia e gli amici della vittima, a prendere in considerazione l' ipotesi di costituirsi parte civile, alla ricerca di una verita' . La tragica morte di Sandro Marcucci evoca un passato di contrasti. L' ex colonnello pilota era stato uno dei piu' tenaci avversari del generale Zeno Tascio, adesso inquisito per le deviazioni delle indagini su Ustica. Tascio guidava la 47 Aerobrigata di Pisa quando Marcucci era uno dei leader del Movimento di ufficiali e sottufficiali democratici che si battevano nella base pisana per le rappresentanze sindacali, ma venne arrestato per insubordinazione e messo nelle condizioni di lasciare la divisa. Tre giorni prima della morte Marcucci, in un' intervista al "Tirreno", rinnovo' le accuse a Tascio: "Fece di tutto per obbligarmi ad escludere dagli equipaggi i sottufficiali del movimento. Ma io non firmai mai quella relazione. E' sempre stato un uomo disponibile a fare favori a chi stava piu' in alto. Con questo sistema e' arrivato a dirigere i servizi segreti dell' Aeronautica". Marcucci chiedeva che i vertici delle Forze Armate riabilitassero quanti, nel Movimento, erano stati espulsi dai generali dell' Aeronautica adesso sotto inchiesta. A tale scopo e' nata anche un' associazione, "La voce di San Giusto", affiliata alle Acli, di cui Marcucci era presidente. L' incidente e' avvenuto in un pomeriggio di sole, in una vallata attraversata centinaia di volte, senza un grido via radio, senza una spiegazione. Dai resti del velivolo sono emersi particolari poco convincenti. Il corpo di Sandro Marcucci era cosparso d' olio, nel petto sono stati trovati frammenti metallici, uno dei serbatoi dell' aereo era ancora pieno di carburante. "Molte cose strane" commenta il perito dell' obitorio Franco Rebecchi, dopo un esame esterno della salma. Ma come in un romanzo di spionaggio non manca il colpo a sensazione: poco prima di richiudere il feretro un amico si e' accorto che assieme al corpo, nella bara, e' finito un piccolo pezzo dell' aeroplano, un oggetto che sembrerebbe appartenere al carburatore, lungo una trentina di centimetri. La parte metallica e' completamente bianca, sembra fusa da una colata d' olio, integro un tubicino di gomma che vi e' attaccato. Come poteva finire nella bara quel pezzo di metallo che adesso e' posto sotto sequestro dal magistrato di Massa assieme ai resti dell' aereo, stoccati nell' aeroporto di Cinquale? Dalla procura della Pretura di Massa non filtrano notizie. L' interrogatorio di Silvio Lorenzini, ricoverato a Genova, non avrebbe avvalorato l' ipotesi dell' esplosione a bordo, ma neppure l' avvistatore sarebbe in grado di spiegare il motivo per il quale il Piper ha perso quota ed e' andato a schiantarsi sul costone del monte, a Colaretta. E' in corso anche l' inchiesta di Civilavia, ma nessuno crede ad un errore del pilota, ex capo.istruttore sui G 222, considerato uno specialista. "Erano tutti contenti di volare con mio marito . ha affermato la vedova . perche' dicevano che con Marcucci si torna sempre a casa". Giuliano Fontani

Fontani Giuliano

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(7 febbraio 1992) - Corriere della Sera

caso Ustica DC9 Itavia / il racconto dell' ex ufficiale dell' Aeronautica Mario Ciancarella che sara' ascoltato dal giudice Priore: un paio di giorni dopo la strage ricevetti una drammatica telefonata

" siamo stati noi a tirarlo giu' "

ma Mario Alberto Dettori il maresciallo che fece le rivelazioni fu trovato impiccato nell 1987 ora il giudice Priore vuole far luce completa sul caso

------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ CASO USTICA . Il racconto dell' ex ufficiale dell' Aeronautica che sara' ascoltato dal giudice Priore: un paio di giorni dopo la strage ricevetti una drammatica telefonata TITOLO: "Siamo stati noi a tirarlo giu' " Ma il maresciallo che fece le rivelazioni fu trovato impiccato nell' 87 - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - ROMA . "Mi telefono' a casa un paio di giorni dopo la strage di Ustica: "Comandante, si ricorda di me? Sono De' ttori". Li' per li' il nome non mi diceva niente. Allora mi ricordo' di un incontro che avevamo avuto nel 1978, con i sottufficiali della base di Grosseto. Mi rammento' alcuni particolari della sala e di una uscita che aveva avuto il comandante. Era agitatissimo: "Comandante, siamo stati noi a tirarlo giu' . Siamo stati noi". Lo bloccai subito: ma che stai dicendo? E lui: "E' una cosa terribile...". Era sempre piu' agitato. Gli dissi: guarda, ti rendi conto che e' una cosa enorme, ci vogliono delle prove, dei riferimenti. E lui: "Io non le posso dire nulla, perche' qua ci fanno la pelle". Cercai di calmarlo, perche' tanto piu' era agitato, tanto piu' poteva essere pericoloso per lui...". Mario Ciancarella, ex capitano dell' Aeronautica in servizio alla base di Pisa fino al 1980, imputato di insubordinazione perche' tra i fondatori del movimento dei militari democratici, processato ed espulso dall' Arma azzurra, oggi fa il libraio, ma non ha mai dimenticato una virgola di quanto accadde intorno a lui e agli altri sottufficiali e ufficiali investiti da una tempesta di accuse per aver osato alzare la testa di fronte agli stati maggiori. Bene, adesso Ciancarella ha deciso di raccontare tutto e la rivista Avvenimenti ha gia' pubblicato una prima parte dei suoi ricordi. Testimonianze che aggiungono tasselli importantissimi per ricostruire la vicenda di cui e' stato protagonista il maresciallo Mario Alberto De' ttori, il radarista di Poggio Ballone trovato impiccato nel 1987. Nelle prossime ore, Ciancarella sara' ascoltato dal giudice istruttore Rosario Priore, che sul "caso De' ttori" vuole far luce completa. La questione e' delicatissima e potrebbe forse chiarire il mistero sulle possibili connessioni tra la base di Grosseto, il radar di Poggio Ballone e la strage del DC9. Nei giorni scorsi, infatti, il magistrato avrebbe sequestrato una agenda del maresciallo De' ttori, in servizio proprio a Poggio Ballone la sera del 27 giugno 1980, su cui sarebbero annotati riferimenti a "missili" e alla "Difesa aerea". Il fatto e' che il giorno dopo la strage, De' ttori confido' con tono concitato alla cognata che "eravamo stati a un passo dalla guerra". E che questa confidenza trova oggi una conferma sostanziale nelle parole e nei ricordi del capitano Mario Ciancarella. Dunque, capitano, quando De' ttori la chiamo' era agitato. "Molto. Tanto che le cose che mi stava dicendo mi fecero uno strano effetto. Voglio dire che mi preoccupai piu' di calmarlo che di capire effettivamente che cosa era successo". E poi? Il maresciallo si rifece vivo con lei? "Si' , ai primi di agosto. Mi telefono' una seconda volta a casa. Ma con un tono completamente diverso. Era freddissimo. Accenno' alla faccenda del Mig trovato sulla Sila, a cui devo dire che in quei giorni non avevo dato troppa importanza. Poi mi ricordo' che gli avevo chiesto riferimenti precisi, prove". Gliele forni' ? "Mi disse: "Io le posso dare solo alcuni suggerimenti, che poi lei deve verificare". Gli chiesi: scusa, ma in base a cosa mi dai questi suggerimenti? E lui: "Dopo questa puttanata del Mig... si guardi gli orari degli atterraggi, i missili a guida radar e a testata inerte". Gli risposi che lo avrei fatto. Ci scambiammo gli auguri estivi. E da allora non lo sentii piu' ". Ciancarella ricorda che per lui non ci fu piu' nemmeno il tempo di farli quei controlli suggeriti da De' ttori. All' inizio di settembre comincio' la raffica di accuse contro il movimento dei militari democratici e prima della fine dell' anno arrivo' anche l' imputazione di insubordinazione. "Avevo la testa da un' altra parte e nella mia stessa situazione c' era anche un mio caro amico, Sandro Marcucci", ricorda. Marcucci, anche lui capitano pilota dell' Aeronautica, anche lui espulso dall' Arma azzurra, e' precipitato a febbraio in Toscana con il suo aereo antincendio. Un incidente discusso e discutibile, sostiene Ciancarella. Avvenuto appena due giorni dopo la pubblicazione sul Tirreno di una durissima lettera aperta che Marcucci aveva scritto sui temi della liberta' e democrazia in Aeronautica. Anche Marcucci sapeva delle confidenze di De' ttori? "Marcucci sapeva altre cose. Ad esempio, sosteneva che quel Mig precipitato sulla Sila era partito dalla base di Pratica di Mare. Lui a Pratica c' era stato a lungo, per un corso sul G222. Me ne aveva parlato piu' volte". Ieri, in occasione della cerimonia di giuramento del corso Nibbio IV all' Accademia di Pozzuoli, il capo di stato maggiore dell' Aeronautica, generale Stelio Nardini, ha detto: "Cio' che e' avvenuto lunedi' scorso a San Macuto (l' approvazione della relazione finale che mette sotto accusa l' Arma azzurra per le omissioni sulla strage di Ustica, n.d.r.) ha procurato ferite piu' laceranti di quelle che hanno segnato i corpi, cinquantuno anni orsono, dei nostri caduti, ma noi non smetteremo un solo attimo di lottare per la causa della verita' . Percio' oggi, davanti a questa bandiera e a tutti voi, dico: nessun uomo dell' Aeronautica militare ha mai tradito la loro memoria, il loro sacrificio, il giuramento di fedelta' alle nostre istituzioni". Poi di fronte ai giornalisti, Nardini ha voluto precisare che nelle sue parole non vi era nessun intento polemico: "Non mi permetterei mai di essere polemico con nessuno . ha detto l' alto ufficiale . noi pero' non ci sentiamo sotto accusa, siamo soltanto amareggiati. Ancora non so per quale motivo e' caduto il DC9 dell' Itavia a Ustica. Ci sentiamo parte di questa tragedia che ha colpito il Paese e riteniamo che in questo stato di diritto la verita' verra' fuori". Andrea Purgatori

Purgatori Andrea

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(17 aprile 1992) - Corriere della Sera

strage di Ustica

" missile italiano abbatte' il DC9 "

nuova tesi sulla strage di Ustica che dovra' essere valutata dal giudice Priore che conduce l' inchiesta. lo ha detto Mario Ciancarella

------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ STRAGE DI USTICA TITOLO: "Missile italiano abbatte' il DC9" - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - PISA . Nuova tesi sulla strage di Ustica, che dovra' essere valutata dal giudice Priore che conduce l' inchiesta. "Ad abbattere il DC9 Itavia la sera del 27 giugno 1980 sarebbe stato un missile partito da un caccia italiano per consentire rappresaglie contro la Libia e l' installazione dei missili a Comiso": lo ha detto l' ex capitano dell' Aeronautica, Mario Ciancarella, esponente della Rete. Questa "verita' ", secondo Ciancarella, sarebbe stata scoperta dal tenente colonnello Sandro Marcucci, che mori' in un volo di esercitazione con un Piper antincendio sulle Apuane il 2 febbraio ' 92. Secondo Ciancarella non sarebbe caduto per un incidente.

 

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(25 maggio 1993) - Corriere della Sera

DA POGGIO BALLONE A RAMSTEIN

Strani suicidi o incidenti: 15 morti misteriose dopo la tragedia

----------------------------------------------------------------- DA POGGIO BALLONE A RAMSTEIN Strani suicidi o incidenti: 15 morti misteriose dopo la tragedia ROMA - Infarti che uccidono all'improvviso uomini nel fiore degli anni. Incidenti stradali misteriosi, dove gli investitori non vengono mai trovati. Suicidi con tre colpi di pistola all'addome. Incidenti aerei con velivoli carbonizzati e vittime intatte. Sottufficiali dell'aeronautica, piloti, generali, politici, un medico: ci sono almeno altre 15 morti misteriose, che incombono sul Grande Mistero di Ustica. Quindici morti che hanno dato origine ad altrettante inchieste, 15 morti senza un perche'. Unite da un unico filo rosso: tutte le vittime avevano qualcosa a che fare con l'abbattimento del DC9 Itavia. E di tutte, la fine piu' inquietante, piu' oscura, e' forse quella di Ivo Nutarelli e Mario Naldini: amici da sempre, piloti delle Frecce Tricolori, i loro aerei si urtarono il 28 agosto '88 durante un'esibizione a Ramstein, in Germania. Settanta morti e 400 feriti, una strage terrificante. Naldini e Nutarelli la sera di Ustica si erano alzati in volo dall'aeroporto militare di Grosseto per intercettare i due aerei "irregolari" che volavano accanto al DC9. Ma qualcuno, aveva poi confidato Naldini ad un amico, li aveva fatti rientrare alla base. Senza spiegazioni. Quando i giornali avevano raccontato la storia di quella notte e del ruolo dei due piloti, c'era subito stata una drammatica reazione: Giampaolo Totaro, ufficiale medico delle Frecce Tricolori per otto anni, si era impiccato alla porta del bagno di casa. Era il 2 novembre del '94. E Totaro diventava il quindicesimo morto della serie. Il primo si chiamava Giorgio Tedoldi, era il comandante della base di Grosseto la notte di Ustica: l'8 agosto del 1980, due mesi dopo la tragedia del DC9, la sua auto aveva sbandato all'improvviso mentre percorreva la via Aurelia, e si era schiantata contro un platano. Il colonnello era morto sul colpo, assieme alla moglie e ai due figli. In mezzo, una lunga scia di sangue. Il capitano pilota Maurizio Gari, morto d'infarto a 32 anni. Era il capoturno del radar di Poggio Ballone. Il sindaco comunista di Grosseto Giovanni Finetti, morto in un incidente: faceva domande ai militari del "suo" aeroporto. E poi il maresciallo identificatore del radar di Poggio Ballone Alberto Mario Dettori, trovato impiccato a un albero. Il generale Licio Giorgieri, assassinato da un commando di terroristi. "Quella" sera era in volo con un generale indagato da Priore. E ancora il maresciallo Ugo Zammarelli, in servizio alla base Nato di Decimomannu, ucciso da un motociclista pirata, il maresciallo Antonio Nuzio, suicida con tre colpi di pistola all'addome, il capitano di fregata Antonio Sini, morto nel rogo del traghetto "Moby Prince", il colonnello Sandro Marcucci, caduto con un Piper antincendio, l'ammiraglio Giovanni Torrisi stroncato da un infarto. Fino al generale Roberto Boemio, ex sottocapo di stato maggiore, assassinato a Bruxelles a coltellate da due sconosciuti.

Gallo Giuliano

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(18 giugno 1997) - Corriere della Sera

era in servizio nella base delle Frecce Tricolori

Ustica, altra morte sospetta suicida ex ufficiale medico

la Procura di Udine ha aperto un' indagine sul suicidio di Giampaolo Totaro 43 anni, ex ufficiale medico dell' Aeronautica militare

------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ Era in servizio nella base delle Frecce Tricolori TITOLO: Ustica, altra morte sospetta Suicida ex ufficiale medico Si e' impiccato il giorno dopo le rivelazioni su Ramstein - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - ROMA . La Procura di Udine ha aperto un' indagine sul suicidio di Giampaolo Totaro, 43 anni, ex ufficiale medico dell' Aeronautica militare, dal ' 76 all' 84 in servizio presso la base delle Frecce Tricolori a Rivolto. E da Roma, il giudice istruttore Rosario Priore ha richiesto copia degli atti, per verificare l' esistenza di eventuali collegamenti tra questa morte e le ultime rivelazioni sulla strage di Ustica. Si tratta del 15 caso di decesso sospetto o comunque collegato al mistero irrisolto del DC9 esploso la notte del 27 giugno di quindici anni fa. Il 15 caso su cui viene aperta una inchiesta o vengono compiuti accertamenti. Pochi i dettagli sui motivi che avrebbero spinto l' ex ufficiale a togliersi la vita. Ma un paio di coincidenze hanno comunque indotto la magistratura a decidere di spazzar via ogni possibile dubbio sulla fine di Totaro, trovato impiccato alla porta del bagno della sua abitazione la mattina del 2 novembre. Primo: gli anni trascorsi da medico accanto ai piloti Nutarelli e Naldini, gli ultimi a volare su un TF104 decollato dalla base di Grosseto la sera della strage ed entrambi morti nello spaventoso incidente di Ramstein, durante un' esibizione delle Frecce. Secondo: la pubblicazione il 31 ottobre, cioe' il giorno prima del suicidio di Totaro, d' una serie di rivelazioni che collegherebbero Ustica alle Frecce e a Ramstein. Proveniente dall' Accademia, Totaro era rimasto a Rivolto in qualita' di ufficiale medico fino all' 84, portando a termine gli otto anni di ferma minima. E dal 1981, subito dopo aver prestato servizio alla base di Grosseto come istruttori, a Rivolto erano stati trasferiti anche Nutarelli e Naldini. Negli anni passati, i loro nomi erano piu' volte emersi nell' inchiesta di Ustica. Insieme e a bordo di uno stesso TF104 avevano volato la sera della strage, rientrando a Grosseto circa 20 minuti prima dell' esplosione. La loro morte durante l' esibizione di Ramstein nell' 89 aveva persino fatto avanzare sospetti sulla dinamica dell' incidente. Per questo ma anche per verificare se i registri della base di Grosseto erano stati manipolati, il giudice Priore aveva interrogato le vedove e gli amici dei due piloti. Una settimana fa, la clamorosa sortita del senatore Erminio Boso, vicepresidente della Commissione di controllo dei servizi segreti: la strage di Ustica fu causata da un missile italiano lanciato da un F104. Una rivelazione che Boso afferma di aver raccolto da ambienti della stessa Aeronautica militare e su cui e' stato interrogato dal giudice Priore. Se ne occupano diversi quotidiani, tra cui il Gazzettino: che in due riprese pubblica ampi resoconti delle affermazioni di Boso e riprende in un' intervista la stessa tesi avanzata da un ex ufficiale dell' Aeronautica, Mario Ciancarella, che da anni sostiene una responsabilita' diretta italiana nella strage di Ustica. Gli articoli sul Gazzettino appaiono il 25 e il 31 ottobre, un giorno prima che Giampaolo Totaro decida di chiudersi in casa e impiccarsi alla porta del bagno. Nell' 87, era morto suicida (impiccato a un albero) il maresciallo Alberto Dettori, in servizio al radar di Poggio Ballone (Grosseto) la sera di Ustica. Alla moglie e alla cognata, il giorno dopo la strage, aveva detto sconvolto: "Siamo stati a un passo dalla guerra".

Purgatori Andrea

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(6 novembre 1994) - Corriere della Sera

Primo passo formale del governo verso gli alleati

Dini: invieremo a Usa e Francia l' ordinanza di Priore su Ustica

"Liberazione": quei caccia erano italiani

----------------------------------------------------------------- Primo passo formale del governo verso gli alleati Dini: invieremo a Usa e Francia l' ordinanza di Priore su Ustica ROMA - Il governo italiano intende inviare a Stati Uniti e Francia i brani della sentenza - ordinanza del giudice Priore che fanno "specifico riferimento" ad un loro ruolo nel caso Ustica. Ai due Paesi alleati "tirati in ballo dal magistrato" - ha detto ieri Lamberto Dini a Saariselka (Finlandia), dove ha partecipato alla riunione dei ministri degli Esteri Ue - sara' chiesto di "esprimere i loro commenti e punti di vista e la loro verita". Dini ha auspicato che dal dialogo con gli alleati possano giungere nuovi chiarimenti per diradare, dopo 19 anni, il mistero sugli eventi del 27 giugno 1980: "Lo spero: e' una vicenda oscura sulla quale si e' cercato di fare luce per tutti questi lunghi anni, ma forse non siamo ancora alla conclusione". Il responsabile della Farnesina invece non ha accennato a passi formali nei confronti del terzo Paese su cui Priore ha incentrato le sue indagini, non ottenendo nessuna collaborazione giudiziaria: la Libia. Al Paese di Gheddafi il giudice ha chiesto in particolare di avere notizie sul volo del Mig caduto sulla Sila "ufficialmente" il 18 luglio 1980 e sull' identita' del pilota, di poter esaminare i resti dell' ufficiale ai comandi e di poter visionare le parti dell' aereo. L' annuncio di Dini suona anche come risposta indiretta alla richiesta avanzata dall' ex capo dello Stato, Francesco Cossiga, che, in polemica con Carlo Leoni, responsabile giustizia Ds, aveva incalzato il governo a rivolgersi agli alleati per chiarire se l' Italia e' stata tenuta in posizione subalterna all' interno della Nato. Leoni in ogni caso ha smentito ogni "attacco" a Cossiga e ha spiegato che i Ds hanno chiesto solo un contributo "per l' accertamento della verita' ai ministri dell' epoca". "Come si vede - ha concluso Leoni - la volonta' che anima l' azione dei Ds non e' quella di tardive speculazioni politiche, ma quella di consentire a tutti gli italiani di sapere cosa accadde davvero quella notte nel cielo di Ustica". Per accertare le responsabilita' "superiori" della strage di Ustica Ferdinando Imposimato, ex giudice istruttore del caso Moro, dell' inchiesta sull' attentato al Papa, e membro del Comitato Parlamentare di controllo sui servizi segreti dal 1987 al 1992, propone una commissione europea con poteri di indagine, costituita da politici e tecnici. Per l' ex magistrato soltanto "un organismo di livello internazionale, e con poteri particolari, potrebbe superare gli ostacoli e chiedere agli altri Paesi di collaborare. La commissione Stragi, da sola, non puo' assolvere a questo compito". Pessimista "per gli sviluppi delle indagini sul livello superiore, quello politico", anche il Gip di Venezia Carlo Mastelloni le cui indagini su Argo 16, l' aereo dei servizi caduto a Marghera negli anni ' 70, si sono intrecciate piu' volte con quelle del collega Priore su Ustica. Mastelloni sostiene anche che "il partito della bomba sara' sempre piu' forte". Nel senso che "la struttura difensiva non sara' meno forte dell' impianto accusatorio istruito dal giudice Priore", ha spiegato riferendosi alla ipotesi ribadita anche nei giorni scorsi da alcune parti, che ad abbattere il Dc9 sia stato un ordigno. M.A.C. ----------------------------------------------------------------- "Liberazione": quei caccia erano italiani MILANO - "Furono due caccia italiani ad abbattere il Dc9 nei cieli di Ustica". Il quotidiano "Liberazione" ieri ha dedicato la prima pagina alla testimonianza resa da Mario Ciancarella, ex ufficiale dell' Aviazione, secondo il quale "due F 104 decollarono dalla base di Grosseto. Su mandato Usa dovevano abbattere il Dc9 dell' Itavia per far ricadere la responsabilita' sulla Libia e favorire un colpo di Stato contro Gheddafi". Secondo l' ex ufficiale la strage "fu un' azione di guerra sporca contro la Libia, fatta dagli italiani per conto di zio Sam".

Calabro' Maria Antonietta

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(5 settembre 1999) - Corriere della Sera