Quello allegato e' il testo definitivo che ho inoltrato alla Procura
ddi Roma in data odierna con Racc. A/R 12578001835-8 da Lucca.
Chiunque volesse potra' riprendere il testo, come singolo o come
Associazioni di appartenenza, completarlo con i propri dati di
esponente o modificarlo come meglio ritiene ed inoltrarlo al medesimo
destinatario. Sarebbe importante segnalare poi l'invio al mio indirizzo
in modo da poter avere conoscenza dell'ampiezza di eco che possa
essersi innescata su questa vicenda.
Grazie a tutti. Un abbraccio.
Mario
Lucca, data dell’inoltro
Alla Attenzione de
IL CAPO DELL’ UFFICIO della
PROCURA della REPUBBLICA di
00100 R O M A RM
Da
Mario CIANCARELLA
Cittadino
e
M I L A Z Z O
Oggetto: Esposto di circostanze per la valutazione dell’Ufficio sulla eventuale rilevanza penale dei comportamenti segnalati.
Lo scrivente Mario Ciancarella, Cittadino Italiano, nato a Pescara il 18-3-1951 e residente a ……………………………. – presso la quale elegge domicilio per la specifica circostanza di questo esposto -, in nome proprio ed anche per conto della Associazione Antimafie “Rita Atria”, con sede in ……………., per la quale sottoscrivo come uno dei soci responsabili
“4. Apologia del fascismo.
Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità indicate nell'articolo 1 è punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 400.000 a lire 1.000.000.
Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche. Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni.”
Tutto cio’ premesso gli scriventi
Che l’Ufficio adito valuti se esistano nei comportamenti e nelle frasi dell’On. Ignazio La Russa, gli estremi per la incolpazione per
e ogni altro reato che l’Ufficio riterra’ eventualmente di individuare nei suoi comportamenti e nella specifica e pubblica esternazione.
Si consenta di segnalare comunque all’Ufficio in indirizzo la profonda indignazione, personale ed associativa, per le espressioni del Ministro La Russa che non hanno inteso accomunare nella pubblica pieta’ quanti siano eventualmente caduti su fronti contrapposti, quanto esaltare chi abbia ritenuto di operare (“combatterono” dice infatti il Ministro e non “caddero”) la stessa scelta di militanza nelle formazioni della RSI ed additare, non la loro eventuale morte, ma il loro comportamento e le motivazioni della loro scelta, al rispetto dei Cittadini Italiani, arrivando ad accusare di mancanza di obiettivita’ quanti dissentissero da tali affermazioni.
E’ importante ricordare che, stante il doveroso senso dello Stato e dei Suoi fondamentali principi di prevalenza e legittimita’ funzionale ed istituzionale, la RSI fu una forma di illegittima usurpazione del potere statuale fin dal suo insorgere per volonta’ esplicita del Furher nazista Adolf Hitler.
Infatti la sola Autorita’ che al tempo avesse il potere di affidare o revocare responsabilita’ di Governo era la Persona del Sovrano, e la fiducia fu revocata al Primo Ministro Benito Mussolini solo in virtu’ dell’ordine del giorno di sfiducia deliberato dallo stesso Gran Consiglio del Fascismo. Dunque in piena e totale legittimita’.
Ferme restando le gravissime ed imperdonabili responsabilita’ successive dei responsabili governativi per aver abbandonato, subito dopo l’armistizio con le forze alleate, l’Esercito e la Popolazione, lasciandoli privi di qualsiasi direttiva e garanzia in balia dei combattenti tedeschi - ai quali si era consentito, dal 25 Luglio all’8 Settembre, di occupare l’intero territorio nazionale -, non sembra agli esponenti affatto sostenibile che a quanti scelsero di schierarsi con una entita’ politica costituitasi extralegem contro lo Stato legittimo italiano e per volonta’ straniere, e solo dopo l’8 Settembre 1943, possa essere riconosciuta la stessa dignita’ di coloro che, permanendo nelle truppe regolari dello Stato Italiano ovvero scegliendo di combattere nelle fila delle Formazioni Partigiane al fianco delle truppe Alleate e per la Liberazione dalla occupazione Nazifascista, scelsero di servire la Patria e lo Stato (che valgono sempre di piu’ dei propri rappresentanti – siano essi tali per volonta’ del Popolo Sovrano o per “volonta’ di Dio e della Nazione” - e delle loro eventuali responsabilita’ per qualsivoglia nefandezza) mettendo a rischio la propria vita e quella dei propri familiari, e spesso furono consegnati dagli avversari della RSI alle torture e violenze feroci del sistema repressivo nazista, privo di qualsiasi umanita’ e rispetto per i Diritti Fondamentali della Persona Umana. In violazione di qualsiasi statuizione e convenzione sottoscritta pur in condizioni di belligeranza.
Non e’ in discussione la comune pieta’ con cui e’ sempre possibile (se non doveroso) accomunare i morti di fronti contrapposti. Questo aiuta e costruisce una effettiva riconciliazione. Recentemente cio’ e’ avvenuto anche tra il Popolo Americano e quello Vietnamita dopo un conflitto devastante, come d’altra parte lo stesso regime franchista aveva eretto un mausoleo dedicato a tutti i caduti della feroce Guerra Civile che vide contrapposti gli uni contro gli altri i Cittadini e le Cittadine spagnoli e giovani di diverse nazioni intervenuti sui contrapposti fronti di lotta. Dunque puo’ ben essere promosso un simile stile e sentimento di pieta’ condivisa per i caduti ed un simile atteggiamento di riconciliazione nazionale anche in questo nostro Paese.
Ma in questa ultima vicenda, piuttosto che fare memoria di giovani vite consumate nella barbarie della guerra e della conflittualita’ fratricida, si e’ esaltata la scelta stessa e le motivazioni valoriali di quanti aderirono alla RSI, con uguale enfasi delle scelte e delle motivazioni dei Resistenti Italiani e di quanti nelle file dell’Esercito regolare continuarono la lotta di Liberazione della Patria e dello Stato dal NaziFascismo. Questo rende inaccettabile, e forse sanzionabile penalmente, il tono e le argomentazioni utilizzate dal Ministro per la Difesa.
Il ricordo e la memoria dei tanti torturati - i prigionieri di via Tasso ed i martiri delle Fosse Ardeatine su tutti - e delle popolazioni inermi massacrate in ripetute azioni combinate di truppe naziste e della RSI, hanno infatti subito da una simile equiparazione di valori etici e morali - come presunti e dichiarati dall’on. La Russa - una offesa inquietante ed inaccettabile.
E se la storia della civilta’ umana, spesso evolutasi su conflitti acerrimi, puo’ ben cercare una composizione a posteriori delle ragioni stesse del conflitto, questo non potra’ mai significare la rinuncia a giudicare le opposte ragioni del confliggere partendo da una base condivisa di valori. E la Costituzione segna un invalicabile confine e discrimine tra cio’ che puo’ essere valutato come giusto e nobile e cio’ che non lo e’ e non potra’ mai essere giudicato come tale.
Si puo’ infatti anche pensare che gli stessi aderenti a cosche di criminalita’ organizzata, avendo ritenuto che l’Antistato avesse ai loro occhi una maggiore legittimazione dello Stato Nazionale e delle sue Istituzioni, possano aver agito in buona fede nel servire le aspettative e le direttive, pur criminose, di quanti essi avvertivano come legittime espressioni di un potere statuale. Questo puo’ forse suggerire di aver compassione per loro, specie se morti violentemente a causa delle loro attivita’, unitamente alla consapevolezza dello Stato di dover operare per rendere chiara anche ai loro occhi, o a quelli dei loro emuli, la maggiore superiorità’ dello Stato di Diritto e della Legalita’ Democratica.
Ma quando la loro attivita’ criminale avesse determinato un conflitto aperto con uomini delle Forze dell’Ordine, e questo conflitto avesse a sua volta causato caduti da entrambe le parti, sarebbe ignobile, a parere degli esponenti, voler riconoscere, proprio nel giorno in cui si celebrasse la memoria del sacrificio dei servitori dello Stato (e nel nostro caso dei veri padri fondatori - uomini e donne del Popolo - della Patria costituzionale), una pari dignita’ alle motivazioni degli antagonisti criminali.
Cosi’ pure sarebbe se una parte di cittadini del territorio, per aspirazioni egoistiche e pretestuose, decidesse di aggredire l’unita’ nazionale, sancita dalla Costituzione, e proclamasse in modo unilaterale una secessione, anche con l’uso della forza e con mezzi di violenza. Nessuno, ritengono gli esponenti, potrebbe riconoscere loro una pari dignita’ delle motivazioni valoriali con quanti si fossero impegnati ed immolati per la difesa dell’Unita’ Nazionale. E tanto meno sarebbe legittimato a farlo quando si facesse memoria del sacrificio dei difensori dell’Unita’ del Paese.
E’ per questa serie di ragionamenti che gli esponenti ritengono che le intervenute modifiche alla Legislazione sui reati di Attentato agli Organi Costituzionali - le quali, inserendo la clausola “con atti violenti” per la concretizzazione del reato, sembrerebbero escludere la perseguibilità’ per la sola espressione libera, e costituzionalmente garantita, di opinioni personali, per quanto prefiguranti una alterazione istituzionale della Repubblica – non dovrebbero costituire un ostacolo insormontabile alla applicazione di sanzioni penali, in quanto la “istigazione a compiere reati” di qualsivoglia natura permane in tutta la sua rilevanza penale. Ed a giudizio degli esponenti i concetti espressi .dal Ministro La Russa sono tali da poter ben configurare attivita’ di istigazione, soprattutto di giovani generazioni spesso ignare della realta’ storica, a sentirsi sganciati dalla fedelta’ esclusiva alla Stato Costituzionale che ci e’ stato dato.
Cosi’ pure ritengono gli esponenti che le intervenute previsioni normative che sottraggono alla procedibilita’ per contestazione di responsabilità’ penali le piu’ alte cariche rappresentative dello Stato durante la pienezza delle loro funzioni, non possano trovare applicabilita’ nelle fattispecie di reato che l’intervento pubblico del Ministro potrebbe avere concretizzato. Come d’altra parte la stessa Costituzione rende irresponsabile il Presidente della Repubblica per gli atti compiuti durante il suo mandato, fatto salvo il caso di “Alto Tradimento”.
Certo i meccanismi costituzionali non sono un moloch e sono soggetti ad eventuali interventi correttivi se supportati da larghe e qualificate maggioranze come previsto per espressa volonta’ dagli stessi Padri costituenti, ma i suoi valori fondanti (la Democrazia e la Legalita’ Democratica - conquistate come Liberazione dal regime Nazifascista -, la forma di Stato e la sua Unita’, i principi e valori fondamentali inscritti nella prima parte della Costituzione) non sono soggetti a progetti politici di mutamento, violento o surrettizio che sia.
Gli esponenti chiedono infine di essere avvisati, secondo le previsioni di Legge, al domicilio di elezione ed alla sede associativa, degli orientamenti dell’Ufficio e sulle conclusioni cui il Magistrato ritenga di pervenire nel suo libero convincimento, ed ancora chiede che - qualora venissero prefigurate dall’Ufficio responsabilita’ penali per le attivita’ poste in essere dal Ministro - sia riconosciuto agli esponenti, in qualita’ di cittadini sovrani, di potersi costituire come parte lesa nell’eventuale giudizio.
Ringrazio per la attenzione e saluto con rispetto istituzionale.
In fede.