Radiazione: Esposto alla Procura di Roma di Mario Ciancarella
Lucca, data dell’inoltro
Alla Attenzione de
IL CAPO DELL’UFFICIO della
PROCURA della REPUBBLICA
Presso il TRIBUNALE di
00100 R O M A RM
SEDE ISTITUZIONALE
da Ciancarella Mario
Cittadino
Oggetto: Esposto di circostanze su falsificazione della firma del Presidente Pertini in un decreto Presidenziale di radiazione relativo alla posizione militare dell’esponente.
Lo scrivente Ciancarella Mario, nato a Pescara il 18-3-1951 e residente a 55100 Balbano di Lucca, in via della Chiesa II^ n 225/A, ma attualmente abitante presso la abitazione della moglie Luciana Luciani in via di Pietra a Padule nr 384, in 55040 Quiesa comune di Massarosa provincia di Lucca – indirizzo, quest’ultimo, presso il quale elegge domicilio per la vicenda che va a rappresentare -,
Premesso che
Egli ha svolto servizio nella Aeronautica Militare Italiana, in qualita’ di Ufficiale Pilota in S.p.E. proveniente dai corsi Accademici regolari, dal 19 Ottobre 1969 all’11 Ottobre 1983;
In data 20 Ottobre 1983 fu informato come risulta da una comunicazione del Comando 46^ AB – documento che qui si allega come Annesso “A” – di essere destinatario di una “sanzione di stato di perdita del grado per rimozione di cui all’art. 4 della Legge 113/1954”. Sanzione che sarebbe stata disposta - come testualmente riportato nel telex di cui riferiva il documento informativo appena sopra citato - con “Decreto Ministeriale in via di perfezionamento” piuttosto che da un Decreto del Presidente della Repubblica come previsto dalla Legge di status per gli Ufficiali (si noti, tra l’altro, come il Comando avesse comunque ritardato di ben 9 giorni la comunicazione, rispetto all’originale telex cui essa si riferiva);
Pur eccependo lo scrivente riserve sulla natura del provvedimento (la Legge 113-1954, Legge di stato degli Ufficiali, prevede infatti per simili sanzioni la forma di Decreto Presidenziale), e sulle modalita’ della informazione ricevuta affatto dissimile dalle previste ed ordinarie procedure di notifica, la Amministrazione diede comunque corso alle pratiche di rimozione, senza mai notificare o quantomeno consegnare, fino al 1992 (come si dira’ piu’ avanti), alcuna copia del Decreto Presidenziale dovuto, e senza alcun riconoscimento di trattamento di quiescenza.
Il Bollettino Ufficiale del Ministero Difesa Aeronautica nella dispensa 4^ del 15 Febbraio 1984 – che qui si allega come Annesso “B” – ancora riferiva alla radiazione come disposta dal D.M. 11-10-1983 registrato alla Corte dei Conti l’11 Gennaio 1984 registro n. 1 Difesa foglio 803.
In due successive visite personali alla sezione distaccata della Corte dei Conti presso il Ministero Difesa Aeronautica lo scrivente pote’ verificare, vedendosi tuttavia inibita la possibilita’ di estrarre copia del documento registrato, che la copia del decreto di radiazione ivi registrata non portava, nella prima visura, alcuna firma in calce – benche’ vi fosse apposta la dicitura “conforme all’originale” – e nella seconda recasse invece – sempre con dicitura “conforme all’originale” – la stampigliatura “pertini”, in carattere maiuscoletto, di un timbro del tipo in gomma con inchiostro blu, apposto sulla parte sinistra del foglio ed inclinazione dal basso verso l’alto.
Non e’ stato possibile verificare quale sia la versione del provvedimento che risulta attualmente registrata alla Corte dei Conti, in quanto lo specifico registro non e’ disponibile presso il Segretariato Generale Archivio Generale della Corte dei Conti, perche’ “facente parte di documentazione non versata a questo Archivio Generale” (la sottolineatura e dello scrivente) come risulta dalla Lettera - qui allegata come Annesso “C” - che lo stesso Segretariato ha inoltrato l’8 Giugno 2007 all’Ufficio di Controllo Legittimita’ Ministeri Istituzionali Roma, in esito alla istanza dello scrivente presentata per il tramite dell’Avv. Chiara Izis.
L’11 Marzo 1992, comunque, con documento AD1/0-189864 – che qui si allega come Annesso “D” - il Ministero Difesa, Direzione Generale del Personale Aeronautica, a firma del Generale di Squadra Aerea Giovanni Tricomi, responsabile pro tempore dell’Ufficio, si diceva disponibile a rilasciare, su istanza dello scrivente e da formulare secondo i facsimili allegati alla lettera - con la corresponsione delle dovute imposte di bollo e segreteria - copia del decreto presidenziale dallo scrivente ripetutamente ma invano richiesto fino ad allora.
Ed in effetti fu prodotto, in esito all’iter seguito per la richiesta, il decreto – che qui si allega come Annesso “E” – in cui fu subito evidente allo scrivente la stranezza della firma del Presidente, affatto dissimile da un documento parlamentare con firma certamente “autentica” del Presidente, in possesso dello scrivente – e qui allegato come Annesso “F” –. Anche altri particolari della firma apparivano dissonanti, data la gravita’ e le conseguenze del documento che veniva fornito come copia autentica e conforme all’originale (foss’anche per il semplice fatto di essere stata redatta, la firma del Presidente, con il solo cognome, o per l’essere stata estesa su un rigo incerto, inclinato rispetto al testo e tracciato a penna (con evidenza da un mancino), ovvero per la assenza di ogni riferimento Istituzionale tanto per la firma del Presidente, tanto per quella sottoposta che dovrebbe teoricamente voler riferire al Ministro per la Difesa Giovanni Spadolini).
Nella lettera, citata ed allegata come Annesso “D”, l’estensore Generale Tricomi riteneva di offrire un’ampia motivazione della mancata consegna di copia conforme del documento e della inusuale forma di informazione sul provvedimento, all’atto della radiazione nel 1983.
Confermava il Generale Tricomi che il provvedimento fosse stato disposto con Decreto del Presidente della Repubblica e che solo per “mero errore di stampa sul Bollettino Ufficiale Aeronautica - gia’ citato e qui allegato come Annesso ”B” – venne indicato D.M. in luogo di D.P.R.”. Dimenticando tuttavia di motivare come fosse stato possibile, allora, che il medesimo errore fosse stato riportato nel telex cui riferiva la comunicazione del 20 Ottobre 1983 citata, e qui allegata come Annesso “A”.
L’errore sarebbe poi stato corretto, a detta del Generale, nella dispensa 24 del 15 Dicembre 1984 di tale Bollettino Ufficiale, dispensa che tuttavia non veniva fornita in copia e che allo scrivente e’ risultata non rintracciabile.
- ll Generale precisava inoltre, in relazione al mancato rilascio di copia conforme del decreto – che “tali provvedimenti in quanto atti d’ufficio e oggetto di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale” non vengono inviati agli interessati. (la sottolineatura e’ dello scrivente)
L’Ufficio adito dallo scrivente potra’ autonomamente valutare la correttezza di una simile affermazione - che di fatto potrebbe comunque costituire indebita limitazione, per il destinatario del provvedimento, al diritto di impugnazione amministrativa dell’atto. L’Ufficio potra’ infatti verificare, dagli ulteriori due allegati al presente esposto, come, quanto sostenuto dal Generale Tricomi non corrispondesse affatto alla ordinaria prassi seguita invece dalla amministrazione in casi simili.
L’Ufficio potra’ constatare - nei due documenti qui allegati come Annessi “G” ed “H”, e relativi alla notifica di un provvedimento similare di radiazione, disposto dal Ministro nei confronti del Sottufficiale Serg. Magg. Cesare De Biasi –, come fosse stata cura del Comandante diretto del Sottufficiale seguire una procedura del tutto difforme da quella che qui si e’ narrata, notificando all’interessato - tempestivamente (il 23 Marzo a fronte di un decreto datato 21 Marzo) e formalmente, con la presenza di due Ufficiali testimoni, (Annesso “G”) - il provvedimento disposto nei suoi confronti e dando atto nel documento di notifica di avere consegnato copia conforme del provvedimento (Annesso “H”) nelle sue proprie mani.
Bisognera’ anche tener conto che nel caso di un Sottufficiale la normativa in vigore consentiva, gia’ al tempo, che un decreto di radiazione disposto dal Ministro potesse essere firmato dal Direttore Generale del Personale Militare (come e’ del citato Annesso “H”), a differenza di quanto era previsto per il personale “Ufficiali”.
Ed in ogni caso deve darsi atto che solo nel Marzo 1992, dopo circa dieci anni dalla comunicazione della radiazione presuntivamente decretata dal Presidente - e quando l’onorevole Pertini era gia’ mancato - veniva consegnato allo scrivente l’atto presidenziale qui allegato, e citato come Annesso “E”, che si vorrebbe sostenere essere stato firmato dal Presidente Sandro Pertini in carica nel 1983.
Ebbene lo scrivente consegna oggi all’Ufficio della Procura una copia della perizia grafica preliminare redatta dalla dottoressa Bonati – perizia qui allegata come Annesso “I” -.
In tale perizia la esperta perita grafica, dopo aver esaminato la firma apposta sulla copia del decreto di rimozione destinato e consegnato allo scrivente, e avendola confrontata con altre sette firme comparative certamente autentiche e redatte dal Presidente Pertini (per quanto non in originale), arriva a concludere che “pur non potendo emettere parere di certezza, come sempre quando non si lavora su originali, all’esame preliminare risulta possibile affermare, con ottima probabilita’ che la firma in verifica (quella sul decreto) non appartiene al Presidente della Repubblica in carica nel 1983, Sandro Pertini”.
Va precisato che la perita non ha ricevuto incarico e dunque non ha analizzato la firma, teoricamente da attribuirsi al Ministro per la Difesa Giovanni Spadolini, sottostante a quella presuntiva del Presidente, per quanto anch’essa appaia, ad opinione dello scrivente, altrettanto difforme da altri esemplari autentici della firma del Ministro facilmente reperibili anche sulla rete informatica.
Sembra tuttavia di poter ritenere che la firma del Ministro, per quanto possa essere autentica, non dovrebbe poter giustificare, a parere dello scrivente, la eventuale alterazione fraudolenta della firma prevista del Presidente della Repubblica.
Non e’ certamente questa la sede per analizzare le motivazioni che possano aver suggerito e determinato simili circostanze che comunque, se accertate e confermate dall’Ufficio adito, sarebbero devastanti per i criteri minimali della Democrazia e dello Stato di Diritto.
Ma per la corretta e completa conoscenza della Procura si allega, come Annesso “L-1”, la lettera aperta che lo scrivente ha recentemente inoltrato al Presidente della Repubblica, on. Giorgio Napolitano, con una ampia narrativa delle sue personali vicende, connesse al procedimento di radiazione. Degli allegati relativi a tale documento e’ qui unito per completezza, come Annesso “L-2”, il solo allegato Annesso “B”, poiche’ tutti gli altri, seppur con diversa sequenza, costituiscono gli annessi degli allegati del presente esposto querela.
Per tutto quanto e’ stato fin qui rappresentato lo scrivente ha deciso di agire, in virtu’ del proprio Diritto Personale e di Cittadinanza garantito dalla Costituzione, e dunque rivolgendosi all’Ufficio della Procura
CHIEDE
Che la Procura voglia valutare il decreto consegnato all’esponente dalla Amministrazione Militare per accertare, anche con sue autonome valutazioni peritali, e conseguentemente confermare e dichiarare la avvenuta falsificazione della firma del Presidente Pertini, ed eventualmente agire per le responsabilita’ personali che fossero ancora perseguibili - e che tali circostanze potrebbero aver concretizzato - in ordine a:
Usurpazione di autorita’ finalizzata alla falsificazione della firma autentica del Presidente della Repubblica;
Abuso di autorita’ e abuso in atti di Ufficio;
Falso;
False comunicazioni;
Ogni altro reato che l’Ufficio della Procura ritenesse di prefigurare nei confronti dei responsabili del falso e delle comunicazioni con cui l’atto consegnato e’ stato sostenuto come “atto autentico”, o comunque conforme all’originale, e rispondente alle procedure previste dalle norme.
Lo scrivente
Chiede ancora che
l’Ufficio adito voglia comunque comunicare al medesimo scrivente, secondo le previsioni di Legge, i propri orientamenti istruttori, preliminari e/o conclusivi, al fine di consentire le proprie eventuali controdeduzioni.
Rimanendo a disposizione per qualsiasi necessita’ di chiarimenti o informazioni ulteriori che fossero ritenuti di utilita’ dall’Ufficio, e con ampia riserva di nominare formalmente un legale che sia disponibile a patrocinarne e tutelarne gli interessi in ogni sede deputata, lo scrivente saluta con rispetto istituzionale.
Mario Ciancarella